La stampante 3D che ricicla la plastica

Non sarà più necessario solo immaginare, descrivere o disegnare l’oggetto che vorremo: con una stampante 3D le nostre idee prendono forma. Così come le vecchie stampanti sovrapponevano inchiostro per riprodurre parole o immagini, oggi le stampanti 3D stratificano filamenti di plastica riciclata creando oggetti reali.

Grazie a questa nuova tecnologia è possibile produrre oggetti come pezzi di ricambio o manufatti che avranno tra i valori aggiunti anche l’ecosostenibilità. Le nuove stampanti 3D infatti, recuperano vari materiali che vengono riutilizzati per produrre oggetti del tutto nuovi. Tra questi, la plastica si è rivelata un prezioso materiale di riciclo con ampie prospettive di utilizzo in questo settore. Partendo da bottiglie riciclate, è possibile stampare vari oggetti, da vasi e bracciali a custodie per il cellulare.

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A Scala Mercalli si parla di riciclo della plastica

Segnaliamo questo interessante servizio andato in onda su Scala Mercalli di RaiTre, in cui Roberto Cavallo racconta il riciclo degli imballaggi in plastica, dalla raccolta e selezione alla produzione di nuovi manufatti.

 

https://www.youtube.com/watch?v=swqaZdYaiY4

 

All'interno dello stabilimento di Revet Recycling Roberto Cavallo mostra numerosi prodotti realizzati  in plastica riciclata certificata PSV: compostiere, vasi, panchine, pattumiere, secchi, coppi, bauletti, prodotti per la casa, cestini. E tanto altro ancora si può realizzare!

Come nasce la tua felpa di pile

Il pile è nei nostri armadi ormai da anni, ci accompagna nelle nostre sessioni sportive, fa parte delle nostre vite e con molta probabilità nel futuro guadagnerà ancora più spazio nei nostri armadi. Nato nel 1979 da un’azienda americana, la Malden Mills, e brevettato con il nome Polartec, a oggi viene impiegato in diversi settori tessili.

 

Materiale nato per essere utilizzato nella produzione di abbigliamento tecnico, si contraddistingue per alcune caratteristiche peculiari. È molto caldo, facilmente lavabile in lavatrice, non si restringe, non si sgualcisce, ed è molto economico. Gli indumenti fatti in pile sono leggeri e altamente traspiranti. Nonostante sia caldo come la lana, si asciuga però molto più rapidamente.

 

Forse non tutti sanno che il pile nasce dalla plastica, proprio come le bottiglie da cui beviamo ogni giorno.

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La tanica ECOPLEN in plastica riciclata omologata per trasporto ADR

ECOPLEN: La prima tanica realizzata in materiale plastico rigenerato ottiene l’omologa per il trasporto in A.D.R. (merci pericolose)

 

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Arriva ECOPLEN, la tanica di plastica riciclata

ECODESIGN ED ECOPLEN INSIEME PER LA PRODUZIONE DI IMBALLAGGI RIGIDI AUTENTICAMENTE

ECOSOSTENIBILI

 

L’utilizzo di materiali rigenerati nella produzione di imballaggi nel Paese è attività nota anche se colpevolmente limitata. I settori finora interessati riguardano la filmatura, l’estrusione dei tubi e lo stampaggio delle materie plastiche. Nessuno finora era riuscito ad impiegare il PE rigenerato nella produzione di flaconi, fusti e taniche, quindi nell’ambito del cosiddetto “soffiaggio” in percentuali significative e comunque impiegando non i propri scarti di lavorazione, materiali omogenei e per stessa natura limitati, ma polimeri ottenuti dall’utilizzo di materiali post consumo, pratica molto più impegnativa data la disomogeneità delle materie prime, ma di converso, dei quali esistono potenzialmente enormi quantità.

Questo vuoto è stato colmato da ECOPLEN S.r.l., azienda di produzione e commercializzazione di taniche da 5,10 e 20 litri ottenute utilizzando non meno del 70% di PE rigenerato e per le quali è stata già richiesta la licenza d’uso del marchio “,Plastica Seconda Vita”.

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Seveso: raccolta differenziata raddoppiata grazie al microchip nel sacco

Ha fatto scalpore la notizia degli eccellenti risultati ottenuti nella raccolta differenziata a Seveso (23.289 abitanti, Provincia di Monza e Brianza) a due mesi dall’introduzione della tecnologia Radio Frequency IDentification (Rfid) nella raccolta del rifiuto secco indifferenziato.

Dopo alcuni mesi di sperimentazione in un quartiere di circa 8.000 abitanti, l’estensione del nuovo  sistema di raccolta del rifiuto indifferenziato su tutta la cittadinanza ha confermato i risultati del  test: ad oggi si registra infatti una diminuzione del secco non riciclabile prodotto di circa il 50% e  un aumento della percentuale di differenziata del 15%, con un +14% per carta/cartone, +41% per il  sacco giallo multi-leggero (plastica, acciaio, alluminio), + 26% per l’organico (umido), numeri che  nel loro insieme documentano l’incremento della percentuale di raccolta differenziata, che va così  a sfiorare la soglia dell’ 80%, superando brillantemente i termini previsti dalla normativa vigente  (D.Lgs 152/2006 e s.m.i.).

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Microchip: tracciare i rifiuti con i sacchi per rifiuti certificati PSV

La tracciabilità dei rifiuti raccolti in modo differenziato e la possibilità di monitorare le utenze sono ormai una realtà in molti Comuni.

Migliorare la qualità e la quantità della raccolta differenziata domestica è possibile anche grazie ai sacchi per rifiuti dotati di microchip o di codici a barre, realizzati in plastica riciclata certificata PSV.

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