Progetto Replace: un possibile futuro per la plastica non da imballaggio

 

 

Lo scorso 29 giugno presso la sede di ETRA s.p.a. a Rubano (PD) si è tenuta la conferenza finale del programma europeo “RePlaCe BELT”, un progetto pilota che si propone di individuare i possibili percorsi di riutilizzo e valorizzazione della plastica urbana o assimilata, dimostrando che questi materiali possono essere riutilizzati, con processi ambientalmente ed economicamente sostenibili.

 

800 mila tonnellate di materiali in plastica dura finiscono infatti ogni anno in Italia in discarica: sino ad ora non sono state pensate raccolte differenziate ad hoc. E così bacinelle, giocattoli per i bimbi, arredi da giardino e moltissimi oggetti di uso quotidiano contribuiscono ad aumentare la quantità di rifiuto non riciclato.

 

Al programma hanno aderito in Italia tre aziende specializzate nella lavorazione delle materie plastiche e Etra, azienda multi utility gestore della raccolta di rifiuti. «Abbiamo avviato iniziative specifiche di raccolta di questi materiali – commenta il Presidente di Etra Andrea Levorato – coinvolgendo 13 Comuni, per oltre 130.000 abitanti Gli utenti, in occasione della consegna dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata, erano stati invitati a portare gli oggetti di plastica rigida rotti o inutilizzati, per contribuire al loro recupero. Più di 2.700 persone hanno conferito quasi 500 metri cubi di plastica dura, circa 18 tonnellate. Quindi, insieme agli altri partner, con il materiale plastico raccolto è stato realizzato un nastro trasportatore e alcune componenti strutturali, che solitamente vengono realizzati in alluminio e materiali plastici vergini. Il manufatto, testato nel nostro impianto di Camposampiero, è risultato idoneo all’utilizzo in ogni settore, dall'industria tecnica a quella alimentare, grazie alle diverse possibili capacità di carico e alla sua efficienza alle sollecitazioni statiche e dinamiche. È la prova concreta che è possibile avviare una filiera di ricupero e di riutilizzo sostenibile della plastica dura. Un tema di particolare rilievo nello scenario dove l'economia circolare rappresenta il contesto di riferimento».

 

Nell’ambito del progetto Etra ha realizzato uno studio del possibile flusso e degli scenari di raccolta e riciclaggio a livello nazionale. Nel corso dello studio è emerso che nel territorio servito da Etra vengono prodotti oltre 13 chilogrammi per abitante/anno di plastica non da imballaggio, poco più di 400 chilogrammi per abitante/anno. Si tratta di circa il 3,3% del totale dei rifiuti prodotti, una quantità non trascurabile, che proiettata a livello nazionale corrisponde a circa 800.000 ton/anno di materiali che non trovano una via di riutilizzo. «Se i risultati del progetto ReplaceBelt potranno essere estesi alla produzione di altri manufatti in plastica rigida riciclata – spiega Levorato - sarà possibile un forte aumento dell'uso di questo materiale come materia prima secondaria, a vantaggio dell’ambiente».

 

I risultati del progetto sono stati illustrati nel corso della Conferenza “Un possibile futuro per la plastica non da imballaggio” che si è svolta il 29 giugno nella sede Etra di Rubano.

 

Erano presenti i tecnici dei soggetti partner del progetto, oltre a Alberto Ceron dell’Osservatorio Regionale Rifiuti ARPA Veneto, Maurizio Barbati Direttore Generale di ESA-Com spa e Maria Cristina Poggesi dell’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo (IPPR), che ha presentato lo studio Nazionale: “Il riciclo della materie plastiche: fotografia del settore e potenzialità di sviluppo”, realizzato proprio da IPPR.