Plastica Seconda Vita criterio di conformità ai nuovi CAM edilizia, arredi per interni e tessili

 

Come ricordato nell’ultimo numero della newsletter IPPR INFORMA, il 28 gennaio u.s. sono state pubblicate le revisioni ai Criteri Ambientali Minimi per edilizia, arredi per interni e prodotti tessili.

 

A seguito del riconoscimento da parte di Accredia del disciplinare PSV, il nostro marchio viene inserito nei decreti riportanti i CAM quale criterio di verifica di conformità ai requisiti riportati nei suddetti documenti ove sia necessario comprovare il contenuto in plastica riciclata di un prodotto.

 

Edilizia

 

Plastica Seconda Vita è criterio di verifica della conformità per quanto riguarda:

 

-          La materia recuperata o riciclata (par. 2.4.1.2)

Il contenuto di materia recuperata o riciclata nei materiali utilizzati per l’edificio, anche considerando diverse percentuali per ogni materiale, deve essere pari ad almeno il 15% in peso valutato sul totale di tutti i materiali utilizzati. Di tale percentuale, almeno il 5% deve essere costituita da materiali non strutturali. Il progettista deve fornire l’elenco dei materiali costituiti, anche parzialmente, da materie recuperate o riciclate ed il loro peso rispetto al peso totale dei materiali utilizzati per l’edificio.

 

-          Componenti in materie plastiche (par. 2.4.2.5)

Il contenuto di materia prima seconda riciclata o recuperata deve essere pari ad almeno il 30% in peso valutato sul totale di tutti i componenti in materia plastica utilizzati. Il suddetto requisito può essere derogato nel caso in cui il componente impiegato rientri contemporaneamente nelle due casistiche sotto riportate:

1) abbia una specifica funzione di protezione dell’edificio da agenti esterni quali ad esempio acque meteoriche (membrane per impermeabilizzazione)

2) sussistano specifici obblighi di legge relativi a garanzie minime di durabilità legate alla suddetta funzione.

 

-          Isolanti termici ed acustici (par. 2.4.2.8)

il prodotto finito deve contenere le seguenti quantità minime di materiale riciclato e/o recuperato da pre consumo, (intendendosi per quantità minima la somma dei due) , misurato sul peso del prodotto finito:

  • Fibre in poliestere: 60-80% (sia in forma i pannello che in materassini)
  • Polistirene espanso: dal 10 al 60% in funzione della tecnologia di produzione (per isolanti in forma di pannello e per isolanti stipati, a spruzzo/insufflati)
  • Polistirene estruso: dal 5 al 45% in funzione del prodotto e della tecnologia di produzione (per isolanti in forma di pannello)
  • Poliuretano espanso: 1-10% in funzione del prodotto e della tecnologia di produzione (per isolanti in forma di pannello e per isolanti stipati, a spruzzo/insufflati)

 

Arredi per interni

 

Plastica Seconda Vita è criterio di verifica della conformità per quanto riguarda:

 

-          Plastica riciclata (par. 3.2.7)

Se il contenuto totale di materiale plastico (escluse le plastiche termoindurenti) supera il 20 % del peso totale del prodotto, il contenuto medio riciclato delle parti di plastica (imballaggio escluso) deve essere almeno pari al 50 % peso/peso.

 

-          Imballaggio (par. 3.2.12)

L'imballaggio (primario, secondario e terziario) deve essere costituito da materiali facilmente separabili a mano in parti costituite da un solo materiale (es. cartone, carta, plastica ecc) riciclabile e/o costituito da materia recuperata o riciclata. Gli imballaggi in plastica devono essere identificati conformemente alla norma CR 14311 “Packaging – Marking and material identification system” .

L’imballaggio deve essere costituito per almeno l’80% in peso da materiale riciclato se in carta o cartone, per almeno il 60% in peso se in plastica.

 

Tessili

 

Nei casi in cui i materiali contemplati non siano unicamente polimerici, Plastica Seconda Vita non  viene espressamente citato, ma è in ogni caso mezzo di verifica di conformità del contenuto di riciclato in quanto marchio equivalente (per riconoscimento da parte di Accredia e per norma di accreditamento) di altre certificazioni menzionate. È il caso dei criteri premianti per i prodotti tessili:

 

-          Prodotti preparati per il riutilizzo, contenuto di fibre tessili riciclate (par. 4.2.4)

Si assegna un punteggio pari a X ai prodotti tessili, con i requisiti prestazionali conformi a quanto indicato nel criterio 4.1.7 “Durabilità e caratteristiche tecniche” (o altrimenti indicate nel capitolato d’appalto) e con caratteristiche estetico funzionali equivalenti a un prodotto nuovo di fabbrica, che siano derivanti da operazioni di preparazione per il riutilizzo o costituiti da tessuti riciclati27.

 

Il contenuto di riciclato da considerare è riportato nella nota 27 che fa riferimento a quanto richiesto per l’accesso all’Ecolabel europeo:

Le  fibre  di  poliestere  o  misto  poliestere  possono  essere  ricavate  da  bottiglie  in  PET  riciclate. 

In  particolare  i  criteri  ecologici  della  Decisione (UE) 5 giugno 2014 per l’assegnazione del marchio di qualità ecologica Ecolabel europeo ai prodotti tessili, prevedono che le medesime abbiamo un contenuto minimo del 50% per le fibre in fiocco, del 20% per le fibre in bava continua, proveniente da bottiglie di PET riciclate o, se di nylon, che lo stesso sia riciclato per  almeno il 20%. Anche altre tipologie di fibre (naturali, artificiali) possono essere  rigenerate  a  partire  da  lavorazioni  di sfilacciatura,  cardatura  e  successiva  tessitura  proveniente da cascami e residui di operazioni manifatturiere.

 

DECRETO 11 gennaio 2017: Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l'edilizia e per i prodotti tessili.

Pubblicati in GU i CAM sul servizio di sanificazione per le strutture sanitarie e la fornitura di prodotti detergenti

 

Segnaliamo che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 262 (Serie Generale) del 9/11/2016 il Decreto Ministeriale relativo ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti per il servizio di  sanificazione per le strutture sanitarie e la fornitura di prodotti detergenti.

 

Trattandosi di un documento guida per acquisti verdi, ancora una volta viene dato spazio ai prodotti in plastica riciclata:

  • I carrelli per la pulizia (par. 4.4.4  “Prodotti ausiliari per l’igiene”, come clausola contrattuale) dovranno avere secchi in plastica riciclata (almeno il 50% ) di colori diversi a seconda della destinazione d’uso. Plastica Seconda Vita è strumento di presunzione di conformità a tale requisito (il decreto richiama infatti i criteri di verifica individuati nel CAM arredo urbano);
  • Gli imballaggi primari riutilizzabili (par. 5.1.8 e 5.2.8 “Requisiti dell’imballaggio” come criteri ambientali minimi dei detergenti per pulizie ordinarie e straordinarie) dovranno avere un contenuto di plastica riciclata pari ad almeno il 30%. Tale criterio sarà opzionale fino al 9 novembre 2017, successivamente sarà obbligatorio. Plastica Seconda Vita è criterio di verifica di tale requisito in quanto certificazione di parte terza conforme alla norma UNI EN ISO 14201.

Ricordiamo che i CAM devono essere applicati almeno sul 50% dell’importo a base d’asta. Tale percentuale è destinata a crescere sino al 100% secondo tali scadenze:

-          1° gennaio 2017: 62%

-          1° gennaio 2018: 71%

-          1° gennaio 2019: 84%

-          1° gennaio 2020: 100%

 La segreteria rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

400 Ore Gpp al Comune di Ferrara. Paparella: "Ecco perché il seminario è necessario"

"Il nuovo Codice Appalti è entrato in vigore in un momento sfortunato. Non si è riusciti a dare la dovuta attenzione alle nuove regole, almeno dal punto di vista degli impiegati pubblici. Ecco perché, anche se avevamo già iniziato a fare acquisti verdi per il Comune di Ferrara, quando Punto3  ci ha offerto la possibilità di seguire questo seminario, abbiamo aderito entusiasti". Francesco Paparella, dirigente servizio Appalti e Contratti al Comune di Ferrara, è una delle 48 persone che hanno partecipato al seminario "400 Ore GPP", realizzato dalla società guidata da Paolo Fabbri . Nell'appuntamento ferrarese è intervenuta anche Cristina Poggesi di IPPR - Istituto per la Promozione delle Plastiche da riciclo, per associare alla teoria degli acquisti green la pratica di tutte quelle aziende che, grazie alla certificazione Plastica Seconda Vita , immettono sul mercato prodotti compatibili con il Green Public Procurement.

 

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Imballaggi in plastica riciclata nei CAM: facciamo il punto

Dal 2 febbraio scorso il GPP – e la conseguente applicazione dei Criteri Ambientali Minimi - è diventato obbligatorio. I settori interessati sono diversi, ma vi è un prodotto che appare trasversalmente laddove è ragionevole che venga utilizzato: l’imballaggio.

Vediamo dunque come deve essere realizzato un imballaggio in plastica affinchè sia conforme ai CAM per quanto riguarda il criterio del contenuto di riciclato.

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In vigore il nuovo Codice Appalti, cosa cambia per il GPP

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.91 del 19-4-2016 - Suppl. Ordinario n. 10) il nuovo Codice degli appalti con Decreto Legislativo n. 50 del 18 aprile 2016. Tra le novità salienti, l’introduzione dell’offerta economicamente più vantaggiosa come criterio principale di valutazione delle offerte (art. 95). Ecco cosa cambia per il Green Public Procurement - GPP.

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Con Punto3 srl e IPPR la Pubblica Amministrazione impara come fare acquisti green

Dal 2 febbraio 2016 con l’approvazione del Collegato Ambientale il Green Public Procurement (altrimenti noto come GPP) è diventato obbligatorio. A insegnare come rispettare i principi del GPP e del Collegato Ambientale attuato dalla Legge di Stabilità ci pensa Punto3 s.r.l., società di consulenza con sede a Ferrara che realizza progetti per lo sviluppo sostenibile, specializzata in acquisti verdi, analisi di sostenibilità, stakeholder dialogue, ecoristorazione, turismo sostenibile, comunicazione ambientale.

 

«Ci rivolgiamo agli Enti Pubblici, alle aziende, alle associazioni e ai territori, alle Camere di Commercio e alle Associazioni di Categoria, per i quali progettiamo e realizziamo percorsi mirati per concretizzare le idee e le strategie di sviluppo sostenibile», spiega Paolo Fabbri, uno dei fondatori di Punto3 s.r.l., nata nel 2003. Fra le diverse attività di formazione 8 anni fa ha preso vita il progetto 400 Ore GPP. «Abbiamo cercato di realizzare con fondi privati un percorso di formazione gratuito per l'ente pubblico. Siamo sostenuti da consorzi o istituti che, come IPPR, hanno come obiettivo la promozione dell'innovazione in materie ambientali», spiega Fabbri.

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Pubblicato il decreto sui CAM per arredo urbano

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 2015 il Decreto del Ministero dell'Ambiente del 5 febbraio 2015 riportante i criteri ambientali minimi per gli appalti "verdi" della Pubblica Amministrazione per l'acquisto di elementi dell'arredo urbano (ad esempio panchine, fioriere, porta biciclette, tavoli, parchi gioco e strutture ludiche nonché transenne, steccati, bagni chimici, cestini per la raccolta rifiuti, dissuasori di sosta, rallentatori di traffico).

 

In particolare i manufatti in plastica dovranno contenere almeno il 50% di materiale riciclato, ad eccezione di quelli realizzati con la tecnologia dello stampaggio rotazionale (come scivoli o bagni chimici) per i quali il contenuto di plastica riciclata è derogato al 30% (comunque in conformità alla circolare 4 agosto 2004 e quindi al disciplinare per la certificazione Plastica Seconda Vita).

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Collegato ambientale: le disposizioni approvate dalla camera

Il cosiddetto Collegato ambientale alla legge di stabilità (DDL 2093 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”) è stato approvato dalla Camera e sarà ora inviato all’esame del Senato.

Riportiamo schematicamente di seguito le principali novità introdotte dal DDL in oggetto.

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